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Asterios Polyp: visconte dimezzato dell'America di oggi

Un fulmine. In pochi secondi la propria casa bruciata e distrutta. A cinquant'anni esatti, Asterios Polyp, architetto “di carta” e progettista di splendidi edifici mai realizzati guarda la sua casa newyorchese andare in fiamme, in mezzo alla strada e senza una scarpa. Compra un biglietto dell'autobus (rigorosamente "Greyhound") e tenta la fortuna in una piccola cittadina di provincia facendosi assumere in un'officina come meccanico. Le ruvidezze della vita di provincia lo portano a ri-considerarsi nel mondo. Non attraverso fredde congetture iper-razionali, ma con la storia di un amore perso e poi ritrovato.
Il mondo delle idee di Asterios si fa anche segno grafico. Nella scena-chiave dell'incontro con Ana, sua futura moglie, il magenta/fuoco della passione femminile dialoga con l'azzurro/razionalità dell'architetto. Qui, come in altri momenti della narrazione, la cromia si spinge fino all'estremo, conferendo tensione ulteriore al racconto.
David Mazzucchelli, dopo essersi cimentato con i supereroi più classici (Batman year one) e dopo aver imboccato la strada dell'autoproduzione con "Rubber Blankets" e illustrato "Le città di vetro" di Paul Auster, ci regala una commedia dal sapore agrodolce, in un piccolo affresco della modernità americana.
Per riprendere una distinzione formulata brillantemente da Daniele Barbieri tra "guardare" e "leggere", se nel primo caso tratteniamo il respiro, nel secondo respiriamo, seguiamo un flusso continuo. Anche se stiamo leggendo un romanzo a fumetti (o graphic novel che sia), le immagini non illustrano, ma raccontano. Un meccanismo che ben spiega ciò che si prova a leggere Asterios Polyp.

Distinzioni forse superflue, ma stimolate da un recente articolo di Diego Marani sul Fatto Quotidiano, in cui (addirittura) la graphic novel "usurperebbe" il romanzo, e ne sarebbe uno scialbo succedaneo.
Se in Italia l'immagine trova ancora barriere culturali ed è spesso identificata come medium "analfabeta", negli Stati Uniti ha da tempo una patente di autorevolezza.
In una società in cui la distinzione tra cultura alta e cultura bassa non ha alcun senso (proprio perchè non esiste un "alto" e un "basso"), utilizzare il fumetto non preclude la possibilità di affrontare temi che potrebbero benissimo essere di casa nel "Lamento di Portnoy" di Philiph Roth o in "Crimini e misfatti" di Woody Allen.
Con "Asterios Polyp", Mazzucchelli racconta anche l'eterna dualità dell'umano. Come nel Visconte Dimezzato di Calvino divide "il suo personaggio in una metà "gentile" e una metà "crudele" per mostrare quanto di buono o cattivo ciascuna qualità possa causare se non è controbilanciata.



 



ASTERIOS POLYP
David Mazzucchelli
Formato: cm 20 x 26,5
cartonato con sovracoperta, dorso telato, colore
30 euro, 344 pp.
Coconino Press

David Mazzucchelli nasce a Rhode Island (Usa), vive e lavora a New York. Dopo aver segnato giovanissimo con la sua impronta l’universo dei supereroi (il memorabile ciclo Born again per Devil e la miniserie Batman: Year One, entrambi su testi di Frank Miller), ha scelto una strada più personale, fondando la rivista Rubber Blanket, laboratorio artistico dove ha sperimentato nuove narrazioni, stili e approcci al fumetto. Ha pubblicato su testate come The New Yorker" e The New York Times, e ha accettato la sfida lanciata da Art Spiegelman di adattare il romanzo di Paul Auster Città di vetro. I suoi lavori sono stati pubblicati in tutto il mondo. In Italia la Coconino Press ha tradotto Big Man, Discovering America, Phobia, Città di vetro, Asterios Polyp.




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