Mulatu AstatkeSeguendo l'acclamato Insipiration Information, realizzato in collaborazione con la formazione britannica degli Heliocentrics, il padre dell'ethio-jazz Mulatu Astatke presenta il suo nuovo lavoro registrato in studio, Mulatu steps ahead, pubblicato per l'etichetta britannica Strut.
In quasi mezzo secolo di carriera, la sua stella polare è rimasta la contaminazione tra i generi, partendo dalla musica tradizionale etiope, e incorporando progressivamente il jazz orchestrale e il funk. Negli anni '60 si trasferì negli Stati Uniti, studiando a Berklee e poi lavorando a New York, con il suo Ethiopian Quintet, facendo scoprire l'enorme patrimonio musicale del suo paese ai jazzisti d'America.
Tra una session e l'altra incontrò anche John Coltrane, che rimase affascinato da quelle melodie d'Africa. Negli anni '70 cavalcaò l'ondata funk realizzando una serie di album ripubblicati di recente da Buda Musique nelle compilation «Ethiopiques». I successi di questi ultimi due anni, invece, particolarmente intensi, sono culminati lo scorso 12 maggio, data in cui è Mulatu Astatke è stato insignito della Laurea ad Honorem dal Berklee college of music di Boston.
Tornando al suo ultimo lavoro, Mulatu rielabora nel proprio stile la formula orchestrale modello Duke Ellington, plasmando così un'interessante gamma di colori musicali.
«Green Africa» ad esempio, ci dimostra come convivano (bene) jazz moderno, richiami ancestrali alla terra madre (la lyra di Masala) e la contaminazione funk inaugurata da Fela Kuti. Il tocco di Mulake, oltre che nella composizione, si avverte anche nel suo lavoro al vibrafono, al Wurlitzer e alle conga. I temi delle composizioni, eleganti e lievi, si adagiano sulle scale tipicamente diminuite (arabeggianti, per i molti) e danno modo ai compagni di viaggio (qui Either Orchestra ed alcuni scampoli di Heliocentrics) di distillare quasi 50 minuti di affascinanti esplorazioni musicali.
Ogni traccia del disco è un piccolo viaggio, così come «Mulatu's mood», dove una kora malinconica dialoga perfettamente con una ritmica spezzata da funk urbano.
Proprio nei giorni in cui scriviamo, Mulatu Astatke è in Italia per il tour promozionale dell'album, e ha suonato a Milano e Bologna. Ad accompagnare Mulatu al pianoforte Wurlitzer, al vibrafono e alle percussioni (congas, bongos, timbales) una formazione di 7 elementi, musicisti di straordinario talento.
Mulatu Astatke – vibrafono, percussioni e Wurlitzer, Byron Wallen – tromba, James Arben – sassofoni e clarino basso, Danny Keane – violoncello, Alex Hawkins – tastiere, John Edwards – basso
MULATU ASTATKE
Mulatu steps ahead
Jazz, ethio-jazz, world
Strut Records
2011
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